"Bello qui."
"Già..." mi guardo in giro. "Dai, facciamo presto."
Stavolta è lui che si lamenta.
"Ma così non riesco. Così è troppo..."
"Basta, mi sono scocciata." Prendo e lo bacio. Dopo qualche secondo mi stacco.
"Costruita..." fa Filo sorridendo nella penombra.
"E piantala, scemo! Bè, ora così siamo a posto, eh?"
"Ma che, per me questo non valeva."
"E perché?"
"Te lo devo dare io."
Piega la testa di lato. Ancora. Poi mi sorride. E" carino. Tenero però. E piano piano si avvicina e mi bacia. Finalmente. Come si deve. Uhm... Sa di mirtillo. Buono il mirtillo! Lui per sé aveva preso tutti i gusti alla frutta. Per me gli altri. Filo bacia con passione, mi abbraccia, mi tira a sé. E proprio in quel momento sento aprire l'altra porta di ferro, quella dall'altro lato, in fondo alle cantine, quella che da al garage grande, dove mette la moto mio fratello. Mio fratello? Guardo verso la porta in fondo... Ma è mio fratello!
Prendo Filo per una mano e gli dico sottovoce "Vieni, presto ! ". E corro verso la porta che rida nell'androne. La apro veloce. Poi la chiudo alle mie spalle.
"Vai vai, presto! " Lo accompagno al portone.
"Ma non vale! E il bacio?"
"Te l'ho dato, anzi te ne ho dati due! "
"Sì, ma non come intendevo io."
Apro il portone e lo spingo fuori. "Esci dai!"
Filo mi sorride.
"Ma io lo volevo... un po'"più... costruito!"
"Ma và, và!" E gli chiudo il portone, poi vado verso l'ascensore proprio mentre mio fratello apre la porta delle cantine.
"Ciao."
"Oh, ciao!"
Faccio la sorpresa cercando di non guardarlo in volto. Vedo che invece lui mi fissa.
"Com'è andata a scuola?"
"Bene."
Lo guardo per un attimo, sta sorridendo. Guardo da un'altra parte.
"Ah, quindi la scuola è andata bene... E com'è andata prima?"
"Eh?" Lo guardo di nuovo. Vedo che sta proprio ridendo. "In cantina..."
"Ah prima, ma no, niente. Sai, si era perso una cosa e..." cerco di inventarmi qualcosa ma non mi viene assolutamente niente. E così mi arrendo.
"No... Comunque... Non stava andando."
"Ah sì...? Sai se arrivava papà dove andavi a finire invece?" E così dicendo scuote la testa ed entriamo in ascensore. E saliamo su al quarto piano. E sapete quei silenzi che ogni tanto si creano, quelli che più vai avanti e più diventano grandi, più diventano grandi e più non ti viene in mente niente da dire; più non ti viene in mente niente da dire e più non vedi l'ora di arrivare. Infatti appena si apre l'ascensore schizzo via, suono e appena aprono la porta mi infilo a casa a duemila.
"Ciao mamma! Sono andata bene a scuola. Discreto nel compito di storia..."
Faccio il corridoio in una volata e mi fiondo in camera mia, più per rilassarmi un po'"che per altro, ma dopo tutta questa tensione! Metto il cd di Massi, mi distendo sul letto e poggio le gambe sul muro. Sono con la testa all'ingiù mentre ascolto quel pezzo che mi piace troppo. Faccio il punto e alla fine mi sento un po'"colpevole. Cioè mi sono innamorata di un ragazzo che non ho baciato e ne ho già baciati tre dei quali non sono minimamente innamorata ! Così non va. E no, proprio no. Basta, non bacerò più nessuno almeno fino a quando... Bè, meglio non darsi dei traguardi che poi non riesco a mantenere. Fino a quando... ci riuscirò! Ecco così va molto ma molto meglio.
"A tavola! " Mia madre mi chiama.
"Arrivo!" Scendo dal letto. Bene, con questo nuovo programma bacereccio sono molto più rilassata e mi è venuta pure un po'"di fame, non troppa però, visto che ho mangiato tutti quei gelati.
Pomeriggio tranquillo. Ho studiato fino alle cinque a casa da sola. Ale è uscita con una sua amica, una certa Sofia. Vanno sempre e solo per negozi. Ale ha talmente tante cose che non c'entrano più nell'armadio, e molte di quelle che ha non se le mette mai. Non a caso l'altra sera non si è neanche accorta che avevo usato una sua gonna. Bè, meglio così, e comunque sono affari suoi, io così ci guadagno e basta. Poi ci è passata a prendere la mamma di Clod e siamo andate a ginnastica.
Clod su certe cose mi fa morire. Cioè siamo giù nella palestra del CTI sul Lungotevere che a lei piace da morire, solo che si vergogna, per cui un sacco di cose non le fa. Anche se poi in ginnastica artistica va benissimo. Certo, è un po'"tonda. Un po'"molto tonda. Ma ha ritmo, passione e determinazione. Solo sulle parallele una volta si è proprio impiccata.
E quella volta c'era Aldo.
Aldo è un tipo troppo divertente, sta sempre a fare il buffone, ride, scherza, fa un sacco di imitazioni, solo che ogni volta che le fa ci dice a tutte: "Siete pronte? E ora chi sono? Eh? Chi sono?". E fa una voce. E io e Clod ci guardiamo. Io non riconosco mai nessuno e non mi viene neanche in mente un nome, uno qualsiasi. Clod invece dice tutti i personaggi italiani del passato e del presente e anche gli stranieri, che ne so Brad Pitt, Harrison Ford Johnny Depp che poi è assurdo perché comunque parlano in italiano, quindi, nel caso, dovrebbe dire i nomi dei doppiatori.
Insomma Clod vorrebbe indovinare a tutti i costi. Io smetto quasi subito perché è impossibile capire chi è e mi scoccio, Clod invece continua con i nomi più impensabili, ma i più assurdi, alcuni che non ho neanche mai sentito. Secondo me se li prepara apposta. E comunque alla fine è sfinita. Io ho mollato da un pezzo e Aldo ci guarda divertito, prima lei, poi me, poi di nuovo lei e poi me.
"Vi arrendete eh? Vi arrendete?"
Io guardo Clod. Poi non ho dubbi. "Sì, sì guarda... ci arrendiamo. "
"Era Pippo Baudo!"
"Pippo Baudo?"
"Eh, sì!"
Io mi giro e me ne vado. Clod invece rimane lì,
"Bravo, guarda bravissimo. E" vero, era proprio lui... Infatti! Ce l'avevo proprio sulla punta della lingua. Non mi veniva il nome! "
Quando viene a cambiarsi nello spogliatoio femminile, io le dico "Ma non ci credo! Ma come fai a essere così falsa. Quello poteva essere tutti meno che Pippo Baudo! Lo vedi sempre in tivù, che non lo riconosci? Allora lo so fare molto meglio io!".
"E allora?" è scocciata, si siede sulla panca e si cambia solo le scarpe.
"Allora cosa?"
"Se anche lo faccio per fargli piacere a te cosa te ne importa! "
"A me? A me niente! E che forse dobbiamo comportarci bene con noi stessi, essere oneste."
Clod si alza e si mette la giacca della tuta. "Come fai a non capire?"
"Guarda, proprio non ti seguo."
"Non è così difficile... anzi per te è proprio facile! " e fa per andarsene. Così la raggiungo, la prendo per le spalle e la giro.
"Scusa, che vuoi dire? Ma a me che me ne frega se quello lì sa fare o no le imitazioni? Per me può pure andare a fare le gare. Che volevi dire con "per te è proprio facilè?"
"Niente."
"Come niente! L'hai detto! Allora? Cosa è facile per me?"
"Facile. E" facile perché...."
Proprio in quel momento entra Carla, la mamma di Clod.
"Siete pronte?"
"E" facile per te... che ne hai baciati tre!" ed esce correndo lasciandomi così da sola, con Carla che mi guarda a bocca aperta. Faccio finta di niente, mi cambio la maglietta e mi infilo la tuta.
"Ecco, ho fatto! " poi prendo la sacca ed esco insieme a lei.
Vi giuro che il viaggio di ritorno verso casa è stato terribile. Proprio perché non potevo parlare con la mia amica Clod perché c'era la madre, e secondo perché lei le aveva dato quella notizia in pasto. Cioè, cosa può pensare ora quella signora? Ne parlerà con mia madre? Ci rimane male per me? Cioè, ormai non mi farà frequentare più la figlia perché sono una ragazza sbagliata? Boh. Vi giuro che è stato peggio dei peggiori mal di testa. E quel silenzio in macchina. Un silenzio che pesava. E poi tutta una serie di pensieri che non riuscivo più a fermare, un vortice, un uragano. Un odio verso Lorenzo, e poi verso Gibbo e soprattutto verso Filo. E poi un odio assurdo verso le mie amiche Alis e Clod che sapevano tutto, e poi un odio ancora più assurdo verso me stessa che gliel'avevo raccontato! E un odio particolare verso Carla, la mamma di Clod, ma proprio in quel momento doveva entrare! E che cavolo! Scendo dalla macchina.
"Arrivederci... e grazie" e scappo dentro il portone senza aggiungere altro. Salgo le scale di corsa. Chissà cosa si diranno in macchina al ritorno. Figurati! Saranno contro di me. Ale mi apre.
"Ciao" e vado in camera mia. Mi levo la giacca e mi metto subito a scrivere su MSN. Per fortuna c'è Alis e così le racconto tutto.
"Ma è normale che avete discusso, non hai mai pensato perché proprio lei ti ha detto facile per te?"
E così insisto e cerco di farmi spiegare, ma alla fine dice che ci devo arrivare da sola. E così mi stendo sul letto. Metto il cd di Massi, sono sicura che mi darà una mano. E pensa che ti ripensa, una soluzione alla fine mi viene in mente. Ma sarà proprio quella? Mi metto subito su MSN e per fortuna c'è proprio Clod, la trovo.
"Scusami... Non c'avevo pensato. Forse ho capito... Ma non è stato facile neanche per me! TVB..." E non ci diciamo altro e ci promettiamo di parlarne a scuola.
E così il giorno dopo, durante la ricreazione, ce ne andiamo in un angolo.
"Clod... Non è vero che hai baciato quel ragazzo anche tu quest'estate, vero?"
Clod mi guarda un po'"seria.
"Perché?"
"Dimmi se ci ho preso."
"Uhm..." annuisce dispiaciuta. E io le sorrido e alzo le spalle.
"Ma non è così importante. A me è capitato per caso, non me l'aspettavo. E andata così con Lorenzo."
"Sì, e poi con Gibbo e Filo! Stai già a tre! "
"Ma non me ne importa niente! Io devo baciare Massi."
"Pure!"
"Solo! Ho baciato quelli che non volevo quindi in un certo senso non vale."
Clod si mette a ridere. "Guarda che sei incredibile, hai la capacità di rigirare le cose come una frittata! Lo dice sempre mia madre..."
"Hi! Che cosa ha detto ieri quando ci siamo lasciate?"
"Ti ha attaccata..."
Cioè?
"Ha detto che non ci si comporta così. Ma io ti ho difesa, ho detto: "Senti mamma ma tu che ne sai? Non dire niente, non ne puoi parlare se non sai, non è giusto. E poi è una mia amicà. E lei:
"Sì, ma non è che perché è una tua amica allora può sbagliare!'. E io le ho detto: "Ma non ha sbagliato... si è trovata coinvoltà. E lei:
"Bè, allora spero proprio che tu non rimanga mai coinvoltà. "E invece sì!' le ho detto! "Spero proprio di rimanere coinvolta!' E sono scesa dalla macchina,"
La guardo. Mi ha difeso malgrado le dia fastidio quello che ho fatto perché lei non l'ha fatto. Mi ha difeso davanti a sua madre. Questa è una grande prova di amicizia. Le sorrido.
"Clod, non ti preoccupare. Accadrà quando meno te lo aspetti. Non è così importante." Allora mi guarda. Ha gli occhi un po'"filati di tristezza.
"Ho capito, ma siete tutte già così avanti. Alis è stata fidanzata tutto l'altr'anno con Giorgio, quello che stava in III D. Si baciavano pure all'uscita davanti a tutti. Sai com'è lei, lo faceva apposta, magari non gliene importava nulla, ma intanto lo faceva! Quand'è che io bacerò?"
Sorrido e allargo le braccia. "Presto vedrai, molto presto..." e così le metto il braccio intorno alle spalle, l'abbraccio e la porto via con me. "Ti offro la merenda, vuoi? Non l'ho ancora mangiata la mia. E" buona, pane all'olio e Nutella."
Ma quando l'apro ci rimango un po'"male. Oh no... Mamma ha cambiato. Ci ha messo dentro il salame, quelle fettine sottili sottili. Che pizza! Le ho detto di avvisarmi quando cambia quello che ci mette dentro! Oh niente, eh, lei è fatta così.
"Ma beata te che tua mamma ci pensa! " E detto questo mi sfila il panino dalle mani e da un bel morso. Quando stacca la bocca, è rimasto un semicerchio oltre la metà. Alla faccia! Ma non dico niente, la tengo abbracciata mentre continua a mangiarsi il mio panino. Poi si gira, mi guarda e sorride.
"Solo una cosa, Caro. Non t'azzardare a baciare Aldo!"
La stringo un po'"più forte.
"Non lo so, bella mia, proprio non lo so, ci devo pensare... Ma voi poi... mi volevate fregare Matt! E poi l'avete detto voi, siamo amiche dobbiamo dividere tutto! Giusto? E lasciami un po'"di merenda!" le frego il mio panino dalle mani e scappo via.
"Brutta..."
"Ciauuu! " Ma prima che lei mi prenda, sono già in classe.
Nel pomeriggio niente di speciale. Ottobre, dolce far niente... ma non era aprile? Boh. E poi piove. Che cavolo "piovi" a fare? Provo a fare un gioco. Un passo. Ti trovo. Due passi no. Tre forse domani. Quattro tra un po'. Cinque non fa per me. Invento un nuovo gioco sulle mattonelle quadrate di camera mia. Faccio un salto a occhi chiusi. Se coi piedi cado nella stessa mattonella, vale un passo e ritroverò Massi. Se invece ne tocco due non lo troverò più. Se per caso salto più largo e ne tocco tre forse è proprio domani che lo vedrò. Se poi ne tocco quattro lo rivedo tra una settimana e se però sono cinque ho proprio sbagliato tutto. Una volta nonna mi ha raccontato che esisteva il bacio della mattonella. O era il ballo? In ogni caso mi manca sia quello da baciare che quello con cui ballare, che poi per me sarebbe la stessa persona, Massi. Va bè, io ci provo. Ecco... ho saltato tenendo le gambe un po'"larghe. Non ci credo. Stessa mattonella. Massi... Ti troverò! E visto che oggi le cose mi vanno bene, decido di fare un test.
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