"Ogni tanto bisogna cambiare. Babi, sei diventata una me-
todica. Sempre da Baffetto, sempre otto in latino, sempre tut-
to uguale! A proposito, con chi stai adesso?"
"Come con chi sto? Con Marco no?"
-, Babi guarda sbalordita Pallina. Non sa perché, ma è sicu-
jra che a lei Marco non piaccia.
t "Vedi Babi, anche lì sei troppo noiosa. Dovresti cambiare."
"Scherzi? Sono stracotta!"
; "Non esagerare..."
"No, Pallina, sul serio. Mi importa un sacco!"
"Come può importartene così tanto, se ci stai da appena
cinque mesi?"
"Lo so, però sono innamorata persa, forse perché è la mia
prima storia importante."
Pallina scala le marce con rabbia. Già, la tua prima storia
importante e proprio con quel verme, pensa Pallina. Poi met-
te la terza e imbocca piazza Mazzini. Poi scala in seconda e
piega a destra. Babi le stringe i fianchi mentre a tutta velocità
imboccano la terza traversa, quella della Nuova Fiorentina. Fa-
bio, il figlio del proprietario, è sulla porta. Quando le vede, le
saluta andando loro incontro. È molto legato a tutte e due. In
realtà ha un debole per Babi, anche se l'ha sempre tenuto na-
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scosto. Fabio le fa accomodare nella fila di tavoli a destra, ap-
pena entrati, vicino alla cassa. Da lì si può vedere tutto il lo-
cale. Un cameriere porta subito due liste per mangiare. Ma Pal-
lina sa già cosa prendere.
"Qui fanno un calzone favoloso! C'è tutto: formaggio con
le uova, mozzarella e pezzetti di prosciutto. Una cosa da sve-
nire!"
Babi controlla sul menù se c'è qualcosa di meno deleterio
per la sua dieta. Ma Pallina è convincente.
"Allora due calzoni e due birre medie chiare."
Babi guarda preoccupata l'amica.
"Pure la birra? Hai deciso di farmi scoppiare."
"Capirai, per una volta! Stasera dobbiamo festeggiare!"
"Che cosa?"
"Be', è un sacco che non uscivamo da sole."
Babi pensa che è vero. Ultimamente le poche volte che è
uscita l'ha fatto sempre con Marco. Le fa piacere essere lì in
quel momento, con la sua amica. Pallina sta trafficando con le
tasche del suo giubbotto. Alla fine tira fuori un pettinino con
degli strass e dei cuoricini di pietra dura colorata, si raccoglie
i capelli e li trafigge bloccandoli.
Il suo bel viso tondo appare in tutta la sua chiarezza. Babi
le sorride.
"È bellissimo quel pettinino. Ti sta molto bene."
"Ti piace? L'ho comprato a piazza Carli da Bruscoli."
"Ti spiace se ne prendo uno anch'io? Magari un po' diver-
so. Ne avevo uno sul genere ma l'ho perso."
"Scherzi, sono abituata a essere copiata. Sono una ragaz-
za che fa tendenza. Lo sai che quando vado nei negozi ormai
mi danno la roba gratis? Basta che me la metta. Da domani ho
deciso, chiedo anche la percentuale!"
Ridono. In quel momento arrivano le birre. Babi le guar-
da. Sono enormi.
"E questa è la media? E se fosse stata la grande?"
Pallina tira su il suo boccale.
"Dai, non fare storie." Lo sbatte con forza contro quello di
Babi. Un po' di birra schizza fuori spumeggiando sulla tova-
glia^
"Alla nostra libertà."
Babi la corregge: "Provvisoria...".
Pallina le fa un piccolo sorriso come a dire: concesso. Poi
bevono tutte e due. Babi è la prima a cedere. Arrivata a un quar-
to di boccale, smette di bere. Pallina continua ancora per un
po' scolandosi più di metà birra. ?»
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"Ahhh." Pallina sbatte il boccale sul tavolo. "Questa ci vo-
leva proprio."
E si pulisce la bocca strusciandosela violentemente con il
tovagliolo. Ogni tanto la diverte assumere quell'aria da dura.
Babi apre una busta dei grissini. Ne tira fuori uno leggermen-
te abbrustolito e lo sgranocchia. Poi si guarda intorno nel lo-
cale. Gruppi di ragazzi chiacchierano divertiti facendo picco-
li triangoli di una pizza al pomodoro. Ragazze raffinate si osti-
nano a mangiare con la forchetta perfino le olive ascolane. Una
giovane coppia chiacchiera divertita aspettando di essere ser-
vita. Lei è una bella ragazza dai capelli scuri non troppo lun-
ghi. Lui le versa gentilmente da bere. È di spalle. Babi non sa
perché, ma gli sembra di conoscerlo. Un cameriere gli passa
vicino. Il ragazzo lo ferma. Gli chiede che fine hanno fatto le
loro pizze. Babi lo vede in faccia. È Marco. Il grissino le si spez-
za tra le mani mentre qualcos'altro le si spezza dentro. Ricor-
di, emozioni, momenti bellissimi, frasi dolci sussurrate co-
minciano a girare in un vortice di illusione. Babi sbianca. Pal-
lina se ne accorge.
"Che succede?"
Babi non riesce a parlare. Le indica il fondo della sala.
Pallina si volta. Il cameriere si sta allontanando da un tavo-
lo. Pallina lo vede. Marco è lì, sorride a una ragazza seduta
davanti a lui. Le accarezza la mano, fiducioso nell'arrivo del-
le pizze e soprattutto nel seguito della serata. Pallina si vol-
ta di nuovo verso Babi.
"Che figlio di puttana. Altro che frase comune. Gli uomi-
ni sono davvero tutti uguali! Aveva l'esame di biologia, eh?
Quello lì si sta preparando per anatomia!" Babi in silenzio pie-
ga la testa verso il basso. Una lacrima ingenua le scivola lun-
go la guancia. Si ferma un attimo sul mento indecisa, poi, spin-
ta dal dolore, spicca un salto nel vuoto.
Pallina guarda dispiaciuta l'amica.
"Scusa, non volevo."
Si toglie dalla tasca dei pantaloni una bandana colorata e
gliela passa.
"Tieni, non è proprio indicata per la situazione, forse è un
po' troppo allegra, ma è meglio di niente."
Babi scoppia in una strana risata che sa un po' di pianto.
Poi si asciuga le lacrime e tira su con il naso. I suoi occhi lu-
cidi, leggermente arrossati, tornano a guardare l'amica. Babi
fa un'altra risata. In realtà suona come un singhiozzo. Pallina
le accarezza il mento, portando via un'altra lacrima indecisa.
"Dai non fare così, non se lo merita quel verme. Quando la
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trova più una come te? È lui che dovrebbe piangere. Non sa
quello che ha perso. Sarà ridotto sempre a uscire con ragazze
tipo quella."
Pallina si volta di nuovo a guardare il tavolo di Marco. An-
che Babi lo fa. Un'altra fitta le stringe lo stomaco. La caccia al
tesoro. Le passeggiate a Villa Glori, i baci al tramonto, guar-
darsi negli occhi e dirsi ti amo. Immagini dolcemente leggere
svaniscono spazzate via da un vento di tristezza. Babi cerca di
sorridere.
"Be', tanto brutta non mi sembra."
Pallina scuote la testa. Babi è incredibile, anche in questa
situazione non riesce a non essere sincera. Babi prende la bir-
ra e ne beve un lungo sorso. Poi sbatte il boccale sul tavolo e
si pulisce violentemente la bocca con il tovagliolo proprio co-
me fa Pallina.
"Dio, come lo odio."
"Brava! Così mi piaci. Lo dobbiamo punire!" Pallina urta
il boccale dell'amica, poi tutte e due finiscono la birra con un
unico lungo e sofferto sorso. Babi leggermente confusa, non
abituata a bere e a tutto il resto, sorride decisa all'amica.
"Hai ragione, gliela devo far pagare! Ho un'idea. Andiamo
da Fabio!"
Marco ride divertito versando alla ragazza del freddo Ga-
lestro. Sa far divertire una donna almeno quanto non è in gra-
do di scegliere un vino.
Quella sera la Nuova Fiorentina può andarne fiera. Non ha
mai avuto un cameriere così carino. Una cameriera, per esse-
re precisi. Babi avanza tra i tavoli con le pizze in mano. Non
ha dubbi. Quella con la mozzarella senza alici è per Marco.
Quante volte l'ha sentito ordinarla. Quante volte poi con amo-
re gliene ha fatta assaggiare un pezzo, imboccandola.
Un'altra fitta. Decide di non pensarci. Si gira. Fabio e Pal-
lina sono vicino alla cassa. Le sorridono incitandola da lonta-
no. Babi prende coraggio. È stordita. La birra era buona e la
sta aiutando ad arrivare al tavolo di Marco.
"Questa è per lei."
Posa la focaccia bianca al prosciutto con poco olio davan-
ti alla ragazza che la guarda stupita.
"E questa è per te, verme!" Marco non fa in tempo a sor-
prendersi. La mozzarella senza alici gli cola sulla testa con tut-
to il pomodoro, mentre la pizza calda, bruciandolo, si trasfor-
ma in uno scomodo cappello. Fabio e Pallina scoppiano in un
applauso, seguiti da tutto il ristorante. Babi, leggermente ubria-
ca, si inchina ringraziando. Poi si allontana con Pallina sotto-
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braccio seguita dai divertiti commenti dei presenti e lo sguar-
do stupito della ragazza ignara.
Tornano in Vespa in silenzio. Babi si tiene abbracciata stret-
ta stretta a Pallina. Ma non è paura. Per strada c'è molto me-
no traffico. Con la testa appoggiata sulla spalla dell'amica guar-
da gli alberi sfilare davanti a lei, le luci lontane rosse e bian-
che delle macchine. Un autobus arancione le passa vicino. Chiu-
de gli occhi. Un brivido la prende, poi la abbandona. Sente
freddo e caldo e si sente sola. Sempre in silenzio arrivano sot-
to casa. Babi scende dalla Vespa.
"Grazie Pallina."
"Di che? Non ho fatto niente."
Babi le sorride. "La birra era buonissima. Domani a scuo-
la ti offro la merenda. Dobbiamo festeggiare."
"Che cosa?"
"La completa libertà." Pallina l'abbraccia. Babi chiude gli
occhi. Le sfugge un singhiozzo, poi si stacca e scappa via. Pal-
lina la guarda fare gli scalini di corsa e scomparire dentro il
portone. Poi accende la Vespa e si allontana nella notte. Più
tardi Babi mentre si spoglia tira fuori i soldi dalla tasca dei
jeans. Quando infila la mano per vedere se c'è ancora qualco-
sa, rimane stupita. Fra tante lacrime, compare un sorriso. Il
pettinino di Pallina con gli strass e i cuoricini colorati è lì. Glie-
lo ha messo lei, mentre erano abbracciate.
Un piccolo regalo per farla stare su, per farla sorridere. C'è
riuscita. Pallina è veramente un'amica. Marco invece, pove-
raccio, è stato veramente jellato. Babi sorride infilandosi il pi-
giama. In questa tragedia pensa che c'è qualcosa di diverten-
te. Se fossimo andate come al solito da Baffetto non lo avrem-
mo mai beccato. Babi si lava i denti. Che strano, proprio sta-
sera abbiamo deciso di andare alla Nuova Fiorentina. Babi si
infila sotto le lenzuola. Sì, Marco è stato proprio jellato, e spe-
ro che lo sia per tutta la vita.
Pallina gira a destra. Decide di passare a salutare il suo
amico Dema.
Un gatto le attraversa la strada. Non controlla neanche se
è nero o no. Pallina non crede alla sfiga. Lei preferisce mille
volte la pizza di Baffetto al calzone della Nuova Fiorentina.
Non la cambierebbe per nulla al mondo. Ma quella sera, quan-
do Fabio le ha telefonato dicendole che lì da lui c'era il ragaz-
zo di Babi con un'altra, non ha avuto dubbi. È l'occasione che
aspettava da tempo. Ha saputo troppe storie sul conto di Mar-
co. Non possono essere solo voci. Ma se gliel'avesse racconta-
to, era sicura che Babi non le avrebbe creduto. O forse sì. E al-
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lora si sarebbe rovinata un'amicizia. Meglio dare la colpa al
destino. Pallina citofona a Dema. Le risponde una voce inson-
nolita.
"Pronto, ma chi è?"
"Pallina. Tutto fatto."
"L'avete beccato?"
"In flagrante! Come un topo con il formaggio in bocca o
meglio come un verme con la pizza in testa!"
"Perché, che è successo?"
"Se scendi ti racconto."
"E come l'ha presa Babi?"
"Malino..." »
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